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XALPI 365

Latronico. Basta alzare lo sguardo

Ci sono luoghi che si visitano seguendo una mappa. Latronico no. Qui puoi entrare nei vicoli, scendere verso l'acqua, attraversare migliaia di anni di storia. E ogni volta che vuoi capire dove sei, basta alzare lo sguardo.

Latronico. Basta alzare lo sguardo

Ci sono luoghi che si visitano seguendo una mappa.

Latronico no.

Qui puoi entrare nei vicoli, scendere verso l’acqua, attraversare migliaia di anni di storia.

E ogni volta che vuoi capire dove sei, c’è una cosa semplicissima da fare.

Alza lo sguardo.

Il Monte Alpi è lì.

UN PAESE SOTTO IL MONTE

A Latronico la montagna non è lo sfondo.

È una presenza.

La incontri arrivando. Compare sopra i tetti. Riemerge alla fine di una strada. Si infila negli scorci del centro storico.

Per entrare davvero nel paese bisogna salire verso la parte più antica, Capadavutu.

Vicolo del centro storico di Latronico

Qui le case si stringono.

Le strade diventano carrare, piccoli corridoi tra le abitazioni. Ci sono scale, archi, sottopassi — gli spuorti — e improvvise aperture sul paesaggio.

Non serve avere fretta.

Anzi. È meglio non averne.

Perché Latronico comincia a raccontarsi proprio quando smetti di cercare qualcosa da vedere e inizi semplicemente a camminare.

LA PIETRA

Guardala bene.

È nei muri. Nei gradini. Nei portali.

Il centro storico conserva ingressi lavorati artigianalmente in pietra locale e nel marmo del Monte Alpi. Sono tracce dell’abilità degli scalpellini latronichesi e di un rapporto con la montagna che non è soltanto paesaggio.

Portale storico in pietra nel centro storico di Latronico

È come se la montagna non si fosse limitata a stare davanti al paese.

Una parte è entrata dentro le sue case.

Cammina ancora.

Cambia strada.

Cambia prospettiva.

Latronico e il Monte Alpi visti da un'altra prospettiva

IL MONTE RESTA.

PRIMA DI LATRONICO

Adesso scendiamo.

Verso Calda.

E mentre perdiamo quota, facciamo qualcosa di molto più radicale.

Torniamo indietro nel tempo.

Molto prima del centro storico.

Molto prima delle chiese.

Molto prima dei portali.

Prima persino che esistesse un luogo chiamato Latronico.

Grotte preistoriche di Calda a Latronico

Nelle Grotte di Calda sono state trovate testimonianze della presenza umana risalenti al Mesolitico.

Circa 8000 anni prima di Cristo.

Le fonti storiche locali documentano una frequentazione delle cavità protratta per millenni.

Fermati un momento davanti all’ingresso.

È difficile non pensarci.

Migliaia di anni prima di noi, qualcun altro guardava queste stesse rocce.

Fuori da queste grotte il mondo era completamente diverso.

Il Monte Alpi era già lì.

SEGUI L’ACQUA

Quando esci dalle grotte, cambia ancora tutto.

Dopo aver seguito la pietra e il tempo, puoi seguire qualcosa che non ha mai smesso di muoversi.

L’acqua.

A Calda nasce dalla terra.

Scorre.

Attraversa il verde.

Scompare e riappare.

Il percorso delle acque attraversa questo paesaggio, dalle sorgenti verso il parco termale, accompagnando uno dei legami più profondi tra Latronico e il suo territorio.

Corso d'acqua nel parco delle cascate di Latronico

Qui non serve inventare un’attrazione.

Basta seguire ciò che il territorio fa da sempre.

L’acqua continua.

E noi con lei.

POI CADE

Cascata nell'area di Calda a Latronico

L’acqua accelera.

Supera la roccia.

Cade.

Riparte.

E improvvisamente capisci che le terme sono soltanto una parte di una storia molto più grande.

Prima dello stabilimento c’era l’acqua.

L’ACQUA E L’UOMO

L’uomo, però, quell’acqua ha imparato a seguirla.

A raccoglierla.

A incanalarla.

A utilizzarla.

Nel Novecento le sorgenti di Calda cambiarono anche la storia recente di Latronico. Il loro utilizzo organizzato e lo sviluppo dello stabilimento termale trasformarono quest’area in un luogo di cura e soggiorno.

Ma noi continuiamo a camminare.

Parco termale di Latronico con il Monte Alpi sullo sfondo

Il paesaggio diventa verde, acqua e percorsi.

Lungo il cammino si incontra anche Earth Cinema, l’opera permanente di Anish Kapoor.

Non è il punto d’arrivo.

È semplicemente uno dei segni lasciati dall’uomo lungo un percorso che era cominciato molto prima di noi.

Poi fai quello che ormai hai imparato.

Alza lo sguardo.

Il Monte Alpi è ancora lì.

1063

È quasi sorprendente pensarlo.

Abbiamo già attraversato millenni di presenza umana, eppure dobbiamo aspettare il 1063 perché il nome Latronico compaia per la prima volta in un documento conosciuto.

Prima ci sono le grotte.

Poi le testimonianze di un insediamento di origine enotria nell’area oggi chiamata Colle dei Greci.

Poi secoli dei quali sappiamo molto meno.

Infine compare un nome.

Latronico.

Da quel momento la storia accelera.

Feudi e ordini religiosi. Rivoluzioni. Brigantaggio. Guerre. Emigrazione.

Generazioni che arrivano.

Generazioni che partono.

Case che cambiano.

Strade che cambiano.

La montagna resta.

NON PASSARE. FERMATI.

Ed è forse questo l’errore più facile da fare con Latronico.

Passarci.

Considerarlo il paese prima della montagna. Il punto dal quale partire per un’escursione. Una deviazione sulla strada verso qualcos’altro.

No.

Entra.

Cammina nelle carrare.

Guarda i portali.

Perditi nel centro storico.

Poi scendi a Calda.

Vai alle grotte.

Segui l’acqua.

Ascolta la cascata.

Attraversa il parco.

Mangia.

Fermati.

Dormici.

Domani puoi salire sul Monte Alpi.

Oppure puoi semplicemente continuare a stare qui.

BASTA ALZARE LO SGUARDO

Alla fine possiamo raccontare Latronico con le date.

Con l’archeologia.

Con le terme.

Con la pietra.

Con l’acqua.

Possiamo raccontare chi è arrivato prima di noi e chi se n’è andato.

Ma forse c’è un modo molto più semplice per capire questo posto.

Esci fuori.

Fermati.

Alza lo sguardo.

L’ACQUA SCORRE.
LE STORIE PASSANO.
IL PAESE CAMBIA.

IL MONTE RESTA.

QUESTO È LATRONICO.

Continua il viaggio

Monte Alpi. Tre cime, un solo simbolo.

Fonti

Comune di Latronico — Storia
Comune di Latronico — Passeggiare nel centro storico di Latronico
Comune di Latronico — Cosa vedere
Monumenti Aperti — Latronico
Basilicata Turistica / Regione Basilicata — documentazione sul territorio e sul percorso delle acque di Calda

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